Il 4 agosto il governo Meloni ha approvato, in via preliminare, il decreto legislativo che recepisce in Italia la direttiva europea con cui, nel 2024, è stata istituita la Carta europea della disabilità (CED), erede del progetto pilota EU Disability Card avviato negli anni precedenti in alcuni Stati membri. Il provvedimento, però, non è ancora operativo: come previsto dall’iter legislativo italiano, il testo dovrà ora passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti, che dovranno esprimere un parere, per poi tornare sul tavolo del Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva per l’approvazione definitiva. Solo a quel punto la norma entrerà realmente in vigore.
Ecco cosa prevede la direttiva europea sulla Carta europea della disabilità (CED) e il nuovo contrassegno unico di parcheggio per persone con disabilità.
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Carta europea della disabilità (CED):
- Permetterà a chi ha disabilità di muoversi più facilmente in tutta l’Unione Europea per turismo, studio o lavoro.
- Sarà rilasciata dall’INPS sia in formato digitale che cartaceo e potrà essere richiesta tramite l’app IO.
- Avrà validità di dieci anni e sarà riconosciuta automaticamente in tutti i 27 Stati membri UE.
- Prevista anche una card separata per accompagnatori.
- Sarà disponibile un portale digitale per verificare agevolazioni e servizi accessibili nei vari Paesi.
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Nuovo contrassegno europeo di parcheggio:
- Si potrà richiedere tramite una piattaforma online con procedure semplificate.
- Sarà inviato gratuitamente a casa dal Comune di residenza e disponibile anche in formato digitale.
- Valido in tutti gli Stati membri UE per parcheggiare negli stalli riservati e circolare nelle ZTL.
- Realizzato in formato anti-contraffazione.
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Durata e rinnovo:
- Il nuovo contrassegno avrà validità di dieci anni (rispetto ai cinque attuali).
- Per chi ha invalidità permanente, il rinnovo sarà automatico senza necessità di nuova documentazione medica.
Le nuove regole non sono ancora operative: il decreto deve essere approvato definitivamente dopo il parere delle commissioni parlamentari. L’Italia si sta muovendo in anticipo rispetto alle scadenze europee (2027-2028).
