Legge 104/Permessi: SI al licenziamento se il lavoratore li usa per attività personali. Sentenza Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 13155 del 7.5.2026,  ha confermato che l’uso improprio dei permessi della Legge 104, destinandoli principalmente ad attività personali invece che all’assistenza del familiare disabile, può giustificare il licenziamento per giusta causa.

Nel caso analizzato, un lavoratore ha dedicato solo una minima parte del tempo dei permessi all’assistenza, utilizzando il resto per sé stesso.

Le indagini hanno portato al licenziamento, ritenuto legittimo sia dal Tribunale che dalla Corte d’Appello, e la Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore.

Punti chiave:

  1. Permessi Legge 104: Devono essere usati esclusivamente per l’assistenza al familiare disabile, non per interessi personali.
  2. Abuso del diritto: L’uso improprio comporta danni sia al datore di lavoro (privato della prestazione) sia all’ente previdenziale (indennità non giustificata).
  3. Licenziamento: Se la maggior parte del permesso è usata per attività estranee all’assistenza, il datore può contestare l’abuso e, nei casi gravi, licenziare per giusta causa.
  4. Monitoraggio obbligatorio: Le Pubbliche Amministrazioni devono monitorare e comunicare l’uso dei permessi per prevenire abusi e garantire che i benefici vadano realmente a chi ne ha diritto.

In sintesi, la sentenza ribadisce la necessità di un utilizzo corretto e trasparente dei permessi Legge 104, con controlli stringenti e sanzioni severe in caso di abuso.