L’Inps, con proprio messaggio n. 2370 del 15.7.2026, chiarisce la definizione e l’applicazione delle “norme sul collocamento” per accedere alla riduzione contributiva in agricoltura prevista dalla legge italiana.
PUNTI PRINCIPALI
-
Beneficiari della riduzione contributiva
- Aziende agricole, cooperative e consorzi possono accedere alla riduzione contributiva se rispettano le “norme sul collocamento”.
- Il beneficio non è subordinato alla regolarità contributiva generale (DURC), ma solo al rispetto delle norme specifiche sul collocamento.
-
Definizione di “norme sul collocamento”
- Si riferiscono esclusivamente alle regole che disciplinano l’accesso e la costituzione del rapporto di lavoro (chi può essere assunto, procedure, autorizzazioni, comunicazioni obbligatorie, requisiti soggettivi come permesso di soggiorno o idoneità).
- Non includono le norme sulla gestione successiva del rapporto di lavoro (es. orario, sicurezza, retribuzione, tenuta dei libri obbligatori).
-
Obblighi rilevanti
- Comunicazioni obbligatorie di instaurazione, trasformazione e proroga del rapporto di lavoro tramite i servizi del Ministero del Lavoro.
- Rispetto delle quote di riserva e degli obblighi di assunzione per disabili e categorie protette.
- Rispetto delle procedure per l’impiego di lavoratori stranieri (permesso di soggiorno valido).
- Divieto di somministrazione fraudolenta, appalto illecito e intermediazione non autorizzata.
- Contrasto al caporalato: la violazione delle norme sul collocamento si verifica se l’intermediazione illecita riguarda la fase di instaurazione del rapporto di lavoro.
-
Effetti delle violazioni
- La perdita della riduzione contributiva riguarda solo i lavoratori e i periodi in cui si verifica la violazione.
- In questi casi, si applica l’aliquota piena e si recuperano le somme indebitamente fruite, con sanzioni civili.
Queste indicazioni aiutano a delimitare chiaramente quali adempimenti sono necessari per mantenere il diritto alla riduzione contributiva in agricoltura.
