Rimborsi 730 anno 2026: STOP al credito se hai cartelle esattoriali scadute. Istruzioni operative

Con il D.Lgs. n. 110 del 29.7.2024 è stata introdotta una modifica “significativa” all’art. 28-ter del DPR n. 602/1973.

La novità di maggiore impatto per i contribuenti riguarda l’introduzione di una franchigia, per cui la compensazione scatta soltanto per i rimborsi di importo superiore a 500 euro. Chi vanta un credito Irpef pari o inferiore a questa cifra lo riceverà direttamente, anche in presenza di cartelle pendenti.
Si tratta di una misura pensata per non penalizzare i contribuenti con crediti modesti, che spesso non hanno alcuna correlazione con la situazione debitoria.
Per rimborsi superiori a 500 euro il blocco scatta puntualmente ogniqualvolta risultino cartelle non pagate che superino, nel loro complesso, la soglia dei 1.500 euro.

 

LE NOVITA’

 

  1. Blocco dei rimborsi: Se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute da oltre 60 giorni per un importo superiore a 1.500 euro (inclusi sanzioni, interessi e spese), il rimborso fiscale tramite modello 730 viene bloccato.
    • La verifica riguarda debiti iscritti a ruolo da Agenzia delle Entrate, altre agenzie fiscali e enti previdenziali convenzionati.
  2. Compensazione volontaria: L’importo del rimborso non viene perso, ma trasferito all’Agenzia Entrate-Riscossione per coprire il debito fiscale tramite compensazione volontaria.
    • Il contribuente riceve una proposta formale di compensazione e ha 60 giorni per accettare o rifiutare.
    • In caso di rifiuto, il credito resta congelato fino al 31 dicembre dell’anno successivo e può essere usato per azioni esecutive.
  3. Novità dal 2024: La riforma della riscossione (d.lgs. 110/2024) ha introdotto una franchigia:
    • La compensazione scatta solo per rimborsi superiori a 500 euro.
    • Se il credito Irpef è pari o inferiore a 500 euro, viene erogato anche in presenza di cartelle pendenti.
  4. Cosa fare in caso di blocco:
    • Verificare la propria posizione debitoria tramite il Cassetto fiscale o il portale Agenzia Entrate-Riscossione.
    • Se le cartelle sono contestabili, valutare il ricorso alle commissioni tributarie.
    • Se non si può pagare subito, è possibile chiedere la rateizzazione del debito per regolarizzare la posizione e sbloccare il rimborso.