Giovanni Galeone (Napoli, 25 gennaio 1941 – Udine, 2 novembre 2025) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista. Come allenatore ha ottenuto 4 promozioni in serie A, due con il Pescara, una con l’Udinese ed una con il Perugia.
“ Nella stagione 1986-1987 approdò al Pescara e, con una squadra costruita per il campionato di Serie C1, e ripescata in Serie B, ottenne il primo posto in classifica, conquistando la promozione in Serie A grazie alla vittoria all’ultima giornata contro il Parma. La squadra abruzzese ottenne, con la sua guida nella stagione successiva, la permanenza nella massima serie, registrando vittorie clamorose contro l’Inter di Giovanni Trapattoni per 2-0 a San Siro e contro la Juventus per 2-0 allo Stadio Adriatico. Nella stagione 1988-1989 la squadra subì la retrocessione all’ultima giornata in Serie B; l’allenatore, dopo una breve parentesi a Como, ritornò alla guida degli abruzzesi nella stagione 1990-1991, ottenendo in due anni una salvezza in Serie B e una promozione in Serie A. Tornato nella massima serie nella stagione 1992-1993, Galeone venne esonerato dopo 24 gare: si segnalano, tuttavia, alla prima giornata la vittoria sul campo della Roma per 0-1 e, alla seconda giornata, il 4-5 con il quale il Pescara perse all’Adriatico contro il Milan dopo essere stato in vantaggio per 4-2. “
Fonte Wikipedia
Scusate se pubblico questo post, ma la notizia mi ha molto colpito, avendo conosciuto il “Profeta” di persona nella sua permanenza nella mia amata Pescara, dove, a volte, lo si poteva incontrare, avendo una casa di proprietà, passeggiare per Corso Umberto o a mangiare negli stabilimenti balneari delle ns. spiagge.
Erano gli anni della mia maturazione come uomo e come padre, e seguivo il mio amato Pescara, la domenica allo stadio Adriatico, ora Cornacchia, dalla mia postazione delle tribune numerate, poltronissime, applaudendo in caso di vittoria o imprecando in caso di sconfitta, ma il gioco che il Profeta metteva in campo era sempre lo stesso, con la filosofia che perdere 5 a 4, come contro il Milan “stellare” dei 3 olandesi e di Sacchi, equivaleva aver perso 1 a 0, ma il pubblico sicuramente si era divertito e questo, per lui, era la cosa più importante …. Sempre all’attacco e mai a difendere il pareggio, perché, per lui, la vittoria equivaleva ad “un’orgasmo” (scusate per il termine “spinto”) e quindi avanti con il 4-3-3, fino alla morte.
Calcio champagne, calcio spettacolare, calcio all’attacco, calcio per lussuriosi, come era lui, personaggio d’altri tempi, personaggio sopra le righe, un po’ demodé ed un po’ dannunziano, come la polemica, mai sopita, con Zeman, di chi avesse l’imprimatur del 4-3-3 …. Che dire, quando accadano queste cose, come la morte di una persona cara, considero che la mia vita si accorcia sempre più e chissà se avrò la fortuna di essere ricordato per aver fatto qualcosa che si faccia ricordare, di importante … ai posteri l’ardua sentenza !!!!
Addio, Profeta Giovanni, che tu possa portare il tuo calcio e la tua filosofia lassù.
Walter Recinella
