Indennità Covid – 19 per lavoratori a tempo determinato del turismo e degli stabilimenti termali

L’Inps , con circolare n. 94 del 14.8.2020 , ha fornito istruzioni amministrative in materia di indennità Covid-19, per i mesi marzo, aprile e maggio 2020, per i lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali le cui attività lavorative sono state colpite dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

In particolare, il richiamato articolo 2, comma 1 della legge n. 27 del 24.4.2020 , ai fini dell’accesso al beneficio economico introdotto dalla medesima disposizione normativa, prevede che i lavoratori dipendenti a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali debbano far valere cumulativamente i requisiti di cui alle lettere a), b) e c) del medesimo articolo 2, comma 1, del decreto ministeriale in argomento.


In ragione della disposizione normativa in esame, la categoria di lavoratori come sopra individuata, ai fini del riconoscimento dell’indennità di cui trattasi, devono essere stati titolari – nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2019 al 17 marzo 2020 – di uno o più rapporti di lavoro dipendente a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, la cui durata complessiva del rapporto di lavoro o dei rapporti di lavoro come sopra individuati deve essere stata pari ad almeno trenta giornate.


Inoltre, unitamente al requisito di cui sopra, detti lavoratori devono fare valere nel corso dell’anno 2018 la titolarità di uno o più rapporti di lavoro dipendente a tempo determinato o stagionale nel settore del turismo e degli stabilimenti termali la cui durata complessiva del rapporto di lavoro o dei rapporti di lavoro, come sopra individuati, deve essere stata pari ad almeno trenta giornate.


Infine, per l’accesso all’indennità, i predetti lavoratori non devono essere titolari di trattamento pensionistico diretto, né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 14 luglio 2020, di entrata in vigore del decreto ministeriale in esame.


Ai lavoratori che possono fare valere cumulativamente i tre requisiti sopra richiamati è riconosciuta una indennità di importo pari a 600 euro per ciascuna delle mensilità di marzo, aprile e maggio 2020. Detta indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986 (Testo unico delle imposte sui redditi o TUIR). Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Con riferimento ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno presentato, per il mese di marzo 2020, domanda per l’indennità di cui all’articolo 29 del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020 (cd. ”Decreto Cura Italia”) e che non hanno beneficiato della relativa indennità in quanto privi della qualifica di stagionale, si fa presente che , le predette domande, respinte esclusivamente con la motivazione della assenza della qualifica di stagionale legislativamente prevista, verranno riesaminate d’ufficio dall’INPS al fine di consentire la verifica dei requisiti di accesso – per i lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali – alla indennità di cui all’articolo 2, comma 2, del D.I. in argomento, per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

I lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali che non hanno invece presentato domanda per il riconoscimento dell’indennità Covid-19 di cui all’articolo 29 del richiamato Decreto Cura Italia, per l’accesso all’indennità di cui all’articolo 2, comma 2 del decreto ministeriale n. 12 del 13 luglio 2020, dovranno presentare apposita domanda .

Al pari degli altri indennizzi Covid-19 l’indennità di cui sopra non è cumulabile con altri indennizzi covid, con il reddito di emergenza , con il reddito di cittadinanza e con i trattamenti di integrazione salariale causa covid .

Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lett. c), del D.I. n. 12 del 2020, l’indennità di cui sopra , non può essere erogata in favore dei soggetti che, alla data di entrata in vigore del suddetto decreto ministeriale, sono titolari di pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, degli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, nonché in favore di soggetti percettori dell’indennità di cui all’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e ss.mm.ii. (c.d. “APE sociale”).

Sempre le indennità di cui sopra , sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222, stante quanto disposto dal comma 1-bis dell’articolo 31 dello stesso decreto-legge n. 18 del 2020, aggiunto dall’articolo 75, comma 1, del decreto-legge n. 34 del 2020.


L’indennità in argomento è altresì compatibile e cumulabile con l’indennità di disoccupazione NASpI, l’indennità di disoccupazione DIS-COLL e l’indennità di disoccupazione agricola.


Infine, in analogia a quanto previsto per la prestazione di disoccupazione NASpI, le indennità di cui ai citati articolo 2, comma 2 del decreto ministeriale n. 12 del 13 luglio 2020 è compatibile e cumulabile con le erogazioni monetarie derivanti da borse di lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale – di cui all’articolo 54-bis del decretolegge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 – nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.

Avverso i provvedimenti adottati dall’Istituto in materia di indennità Covid-19 non è ammesso ricorso amministrativo. L’assicurato può tuttavia proporre azione giudiziaria avverso i suddetti provvedimenti.